Avendo misurato in recenti sessioni di coaching quanto sia importante la chiarezza nella comunicazione, mi soffermo un momento a condividere le due presupposizione della Programmazione Neuro Linguistica a riguardo:

  1. Non si può non comunicare (doppia negazione = affermazione) aka Comunichi con tutto, inclusi i silenzi
  2. La qualità della tua comunicazione è nella risposta che ottieni

La prima presupposizione è sempre vera (sempre sempre?… fate i bravi ragazzi, mettete già le pistole ad acqua del metamodello che non è ancora estate!). E’ importante scegliere con cura il mix di comunicazione che intendiamo usare, comprese le pause! (ps: a riguardo vi ricordo il libro suggerito di novembre, rileggetelo qui)

Sulla seconda bisogna fare alcune puntualizzazioni (soprattutto a beneficio di chi non si assume al 100% la responsabilità della propria vita ed è pronto a scaricare all’interlocutore la responsabilità di non aver capito).

La qualità della comunicazione è un requisito fondamentale nel repertorio di una persona che ha studiato PNL e Coaching. E’ direttamente proporzionale alla tua capacità di chiarezza di pensiero e di obiettivi. Infatti più hai le idee chiare, più la comunicazione non lascia spazio a fraintendimenti o interpretazione (sempre che non sia tu a volerle usando il Milton Model).

Ho potuto toccare con mano quanto sia piacevole e funzionale parlare con persone che hanno un linguaggio cosiddetto di precisione. A beneficio di voi che seguite questo blog, puntualizziamo alcune risorse e strategie per svilupparlo.

In Italia, tendiamo ad avere un linguaggio “barocco”. Componiamo frasi lunghe e piene di incisi. A volte anche per bisogni semplici come chiedere indicazioni stradali. Chi invece è abituato a parlare frequentemente in inglese è avvantaggiato: L’inglese ha connaturata sia la semplicità che la sinteticità. Poche parole, forti e chiare.

Hai molte opzioni a disposizione per migliorare la qualità della tua comunicazione. Qui mi limito a segnalarti accenno alla parte linguistica e verbale.

  1. domandati qual’è l’obiettivo ultimo del messaggio: cosa vuoi ottenere
  2. definisci le componenti base del messaggio: perché, chi, cosa,  dove e quando. (l’ordine conta!)
  3. osserva e ascolta (o raccogli informazioni su) il tuo interlocutore.
    1. scegli i canali rappresentazionali che lui predilige (visivo, auditivo o cinestetico)
  4. scrivi il messaggio, leggilo e semplificalo.
  5. domandati: se fossi in lui come interpreterei questo messaggio (fallo ma ricorda che non è sufficiente, perché lui non è te!)
  6. trasforma una frase indicativa in una domanda (meglio se aperta)

 

L’argomento è così vasto che potrebbe da solo diventare il contenuto di un blog monotematico. Mi preme

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