Il valore della prima impressione

Un adagio dice: “non c’è mai una seconda occasione per fare una buona prima impressione”

Non posso che trovarmi d’accordo.

Chi crede che l’abito non fa il monaco si limita a dare valore al giudizio razionale. Come è stato dimostrato, purtroppo l’essere umano non è un essere razionale.

Quando frequentavo il Liceo Scientifico, mio cugino che ci era passato prima di me mi suggerì: mi raccomando, stai attento al professore di Scienze. Il suo primo voto ti accompagnerà fino alla fine delle superiori. E così è stato.

La prima interrogazione fu “normale”. E per lui fui uno studente “normale” fino alla maturità. Unica conquista fu ottenere un punto in più al 5° anno sotto promessa che avrei portato scienze all’esame se fosse uscita come materia d’esame.

Quando, come recruiter, faccio un colloquio faccio sempre caso ai dettagli: puntualità, cura nell’aspetto, contatto visivo, sicurezza personale, linguaggio (non solo verbale).

Questa attenzione è spesso ripagata dalla capacità di distinguere persone di valore da millantatori e incapaci.

Mi dispiace purtroppo vedere che molte persone che hanno potenziale mancano di “predisposizione” e “attenzione” ai dettagli. E il mio desiderio (che spesso sfocia in ottime domande per far riflettere le persone) è quello di aiutare queste persone ad ottenere di più.

Non perché se lo meritano…

Ma perché possono raggiungere la consapevolezza che porta con sé la capacità di andarsi a prendere i riconoscimenti per le proprie capacità.

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