Siamo circondati da continue conferme che la Vita è trasformazione, cambiamento, flusso. A questa inarrestabile spinta evolutiva si può partecipare e attingere oppure si può scegliere di venirne travolti. Un proverbio cinese cita:

“Quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento.”

Per beneficiare dell’approssimarsi della fine di un anno è utile fermarsi e guardare indietro. Osservare il percorso fatto, capire cosa lasciarci alle spalle per avere nuova energia.

Quell’energia necessaria ad affrontare con totale presenza il nuovo anno che sta per iniziare.

In questo periodo generalmente chiedo:

  • Cosa ha funzionato quest’anno?
  • Cosa ho fatto di superfluo che non ha prodotto risultati efficaci?
  • In cosa sono cambiato?
  • Quali nuove persone ho conosciuto e chi ho smesso di frequentare?
  • Cosa mi ha spinto a cambiare? L’ho fatto per scelta o sono stato costretto?
  • Quali sfide ho superato quest’anno?
  • Che sacrifici ho fatto e cosa mi hanno insegnato?
  • Cosa scelgo di portarmi ancora al nuovo anno?
  • Cosa è bene lasciarmi alle spalle?
  • C’è qualcosa che sono riuscito a fare ogni giorno? In cosa mi ha trasformato?
  • Chi devo perdonare e da chi devo essere perdonato?

 

Se ti prendi il tempo necessario a riflettere su questo splendido 2016 e a tutto quello che ti ha portato (incluse le sfide e le sconfitte, le difficoltà e le crisi) avrai vissuto due volte, una per agire e una per imparare.

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