E’ ormai da più di due mesi che ho ricominciato ad allenarmi con motivazione e, come già ho condiviso in precedenti post, ancora una volta posso testimoniare che MOTION creates EMOTION (dal vangelo secondo Tony Robbins).

Quello che in questo blog voglio condividere con te è come ho potuto nuovamente accorgermi di quali effetti le mie convinzioni sugli impegni e sulle priorità avessero non solo ridotto la mia capacità in termini sportivi ma avessero influenzato anche la mia identità. Ho notato che la pratica quotidiana, indipendentemente dalla quantità di tempo effettivamente speso ma solo dall’intensità della sessione abbia attivato un processo di revisione delle mie convinzioni oltre a rafforzare la mia identità e garantirmi un rinnovato approccio disciplinato alla gestione della mia giornata e della mia salute.

Affascinante!

Ho stabilito anche nuove convinzioni che non sapevo nemmeno IO di poter fare mie!

Chi mi conosce sa che non mi fermo quando il gioco “si fa duro”,  eppure sapevo che aver ridotto il mio esercizio durante l’autunno avrebbe sicuramente ridimensionato le mie prestazioni.

Tuttavia volevo come prima cosa tornare a provare le sensazioni di profondo benessere fisiologico che l’attività fisica mi aveva sempre regalato. Cedere alle scuse? Mai!
Rendendomi conto che quello che mi aveva frenato era aver creduto che c’erano altre priorità ho voluto innanzitutto mettere in discussione questa convinzione, una volta per tutte.

  • Davvero è possibile che nell’arco di una giornata non si trovi il tempo di dare libero sfogo all’espressività del nostro corpo?
  • Davvero è impossibile, organizzando diversamente i propri impegni, trovare un diverso ordine alle attività e il tempo per muoversi?

e così via, domanda dopo domanda ho riconquistato la convinzione che l’attività fisica non è solo utile ma NECESSARIA.

Le nostre convinzioni vengono costruite e consolidate durante tutta la vita, e originano da varie fonti ed eventi. Forse crediamo ancora a qualcosa che i nostri genitori ci hanno detto. Forse ne abbiamo sviluppato alcune dopo varie esperienze che potrebbero essere interpretate, a distanza di tempo, in un modo. Forse ci sono state rivolte frase apparentemente innocue in un momento particolarmente vulnerabile nella nostra vita.

Indipendentemente dalla fonte, le nostre convinzioni ci aiutano a definire il nostro comportamento, la nostra identità, e la nostra esperienza. Colorano le nostre percezioni nelle interazioni con gli altri e il nostro stesso dialogo interno. Ci possono responsabilizzare oppure limitare. Possono aiutarci o danneggiarci. La chiave è nel riconoscere quando le nostre convinzioni stanno limitando le nostre scelte e le nostre vite, e poi fare qualcosa al riguardo.

Una cosa semplice che puoi fare quando riconosci che una convinzione sta limitando la tua vita è quello di prendere nota delle parole che la compongono. Concediti un po’ di tempo tranquillo per ascoltare e capire esattamente come è espressa. Di solito una convinzione è una affermazione che contiene una generalizzazione (che ha quantificatori universali rispetto al tempo, al luogo o al soggetto/oggetto).

Scrivila. Poi estrai i quantificatori e sostituiscili con altri (ad esempio i “sempre” riformulali  come “talvolta” o gli “è” in “può essere”).

Mettiti subito in azione! Sono certo che ti stupirai di quante convinzioni sei in grado di cambiare in poco tempo.

Fammi sapere come funziona. E se hai bisogno di una mano esperta al tuo fianco contattami.

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